Call for papers: Fondamenti istituzionali e natura giuridica dell’Unione Europea. Riflessioni e prospettive
In un discorso pronunciato il 12 settembre 2012, José Barroso affermava al Parlamento europeo che la risposta alle importanti sfide economiche e sociali che stavano attraversando il Continente non poteva che passare per un nuovo «Patto decisivo per l’Europa», che le permettesse di proiettarsi, insieme ai suoi principi ed alla sua prosperità, nel futuro di un mondo globalizzato.
Come indirettamente si evince dalle parole dell’ex-Presidente della Commissione europea, in appena 60 anni dal suo inizio, il processo di integrazione europea ha portato l’Unione a dotarsi di una architettura istituzionale capace di reagire, dinamicamente, alle difficoltà che incontra.
Questo processo integrativo è costantemente in divenire, e ciò induce i giuristi, gli storici e scienziati i politologi ad interrogarsi circa le sue fondamenta e la sua natura giuridico-istituzionale, tenuto anche conto del fatto che – strettamente parlando – i trattati fondativi dell’Unione non la qualificano espressamente quale «organizzazione internazionale», mentre invece la Corte di Giustizia così la qualifica.
Ciò sta portando una parte degli studiosi a domandarsi se il processo di integrazione europea e l’Unione stessa possano essere letti non tanto secondo lo schema di una organizzazione internazionale «classica», ma piuttosto secondo modelli riconducibili – almeno in parte – a logiche di costituzionalismo multilivello, tipiche degli Stati federali.
Un aspetto fondamentale, su cui fanno leva coloro che sostengono queste tesi, è rappresentato dal ruolo e dalle funzioni della Corte di giustizia dell’Unione, che proprio con le sue sentenze ha sancito (già dagli anni ’60) il primato e l’effetto diretto del diritto comunitario su quello interno.
I primi due decenni del XXI secolo sono stati certamente traumatici per l’Unione. Si è iniziato con il fallimento del tentativo di ratificare (ad opera della Francia e dei Paesi Bassi) il Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa, si è proseguito con le faticose vicende che hanno accompagnato la ratifica del Trattato di Lisbona; si sono poi susseguite la crisi economica, che ha interessato l’intero Continente (soprattutto la Grecia), la Brexit, la crisi pandemica e, da ultimo, l’aggressione russa all’Ucraina e la necessità di pensare con urgenza a una difesa europea, anche a fronte delle iniziative della nuova Presidenza americana.
Ripensare la natura giuridica dell’Unione e le sue fondamenta, anche alla luce delle sue attuali e future sfide, è quindi non solo opportuno, ma necessario.
15 marzo 2025
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è il 15 ottobre 2025
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